La Pubblica Amministrazione è obbligata, come noto, dal DM 16 settembre 2016, ad efficientare ogni anno almeno il 3% del suo patrimonio edilizio. “Energia e Dintorni”, rivista ufficiale del Comitato Termotecnico Italiano (CTI), nel numero di aprile 2019 pubblica un articolo molto interessante sul contributo concreto che la microcogenerazione può apportare. Potenzialità che vengono riconosciute anche dal legislatore come dimostrano le svariate forme di incentivo (Ecobonus, Certificati Bianchi, Scambio sul Posto, procedure semplificate per la connessione alla rete elettrica, priorità di dispacciamento) previste per promuovere l’utilizzo di questa tecnologia.
D’altra parte molte utenze pubbliche (pensiamo ad ospedali, piscine, case popolari, scuole ed uffici collegati attraverso una rete di distribuzione calore) sono caratterizzate da quella continuità di richiesta termico-elettrica che permette ad un microcogeneratore di lavorare al massimo delle proprie potenzialità in maniera costante durante tutto l’anno. La condizione ideale che può, facilmente, permettere risparmi superiori al 30% sia dal punto di vista economico che di riduzione delle emissioni.

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