• Come abbiamo visto già il mese scorso il Covid-19 sta colpendo duramente il settore Oil&Gas. A confermarlo arriva anche uno studio di Rystand Energy che sottolinea come i 53.500 pozzi perforati quest’anno rappresentino il numero più basso dall’inizio del secolo. Il calo, rispetto al 2019 quando le perforazioni furono 71.946, è del 23%. La società di consulenza dichiara, inoltre, improbabile che si ritorni ai livelli pre-crisi prima del 2025.
    L’area più colpita è sicuramente il Nord-America, dove l’attività di perforazione è calata del 50% quest’anno.
    (www.qualenergia.it)

 

  • Dal 1° gennaio al 30 giugno 2020 il GSE ha concluso positivamente 863 richieste per Certificati Bianchi alle quali sono stati riconosciuti complessivamente 949.464 Titoli di Efficienza Energetica.
    Nello stesso periodo nell’ambito del meccanismo di incentivazione della Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR) sono maturati 1.046.676 TEE.
    Complessivamente dall’avvio del meccanismo nel 2006 al 30 giugno di quest’anno sono stati riconosciuti 55.191.331 TEE.
    (www.qualenergia.it)

 

  • I primi 6 mesi del 2020 hanno fatto registrare 265 milioni € di incentivi tramite Conto Termico. Di questi 175 milioni € sono andati a beneficio di privati, mentre 90 milioni hanno avuto come destinatario la Pubblica Amministrazione.
    È utile ricordare che per l’anno 2020 sono disponibili 700 milioni € per i privati e 200 milioni € per il pubblico; dunque le risorse per il Conto Termico, specie, per i privati, sono ancora molto corpose.
    Dall’avvio del meccanismo sono arrivate al GSE 335.000 richieste per un totale di 977 milioni € di incentivi. Di questi 710 milioni € sono andati a beneficio di privati e 267 milioni € della PP.AA.
    (www.expoclima.net)

 

  • Il passaggio in maniera massiccia ad impianti di condizionamento efficienti e rispettosi del clima aiuterebbe a ridurre sensibilmente le emissioni nocive.
    Non un qualcosa di completamente inaspettato quanto contenuto nel nuovo Rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) e dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) intitolato “The cooling emission and policy synthesis Report”. Importate è, però, come lo studio sottolinei l’importanza dell’accesso ai sistemi di raffrescamento per mantenere le comunità sane, sdoganando, una volta per tutte, che per vivere bene anche da un punto di vista di tutela della salute difendersi dal caldo è importante quanto difendersi dal freddo.
    Tornando a quanto potrebbe incidere l’efficienza delle apparecchiature il rapporto stima che con macchine 2 volte più efficienti di quelle attuali eviteremmo 460 miliardi ton di emissioni. Significherebbe azzerare 8 anni di emissioni e dare un contributo decisivo al rispetto degli accordi sottoscritti a Parigi nel 2015 per limitare il riscaldamento globale ad 1,5°C. A questo proposito Inger Andersen, direttore esecutivo dell’UNEP, invita i governi ad inserire nei propri piani di ripresa dal Covid-19 programmi per l’efficientamento dei sistemi di climatizzazione.
    (www.infobuildenergia.it)

 

  • Sale a luglio il prezzo medio dell’elettricità in Italia attestandosi a 38,01 €/MWh, per un aumento di 10 €/MWh (+37,5%) rispetto a giugno. Una cifra, comunque, pù bassa del 27,3% (-14,31 €/MWh) rispetto allo scorso anno.
    L’energia scambiata nel Sistema Italia è stata di 26,4 TWh, in aumento del 13,1% rispetto a giugno ma ancora più bassa (-7,4%) rispetto a 12 mesi fa.
    Per quanto riguarda la provenienza il 39,3% dell’energia utilizzata a luglio ha avuto origine da fonti rinnovabili (un anno fa era il 38,3%), con l’idroelettrico che ha contribuito per il 22% (21,9%), seguito dal solare con l’11,3% (12,1%), quindi eolico con il 3,9% (4,3%) e geotermico con il 2,1% (2%). Il restante 60,7% è di derivazione fossile (61,7%), con il gas che ha coperto oltre metà della richiesta totale con il 52,8% (53,2%), seguito dalle altre fonti tradizionali con il 5,8% (5%) e dal carbone con il 2,1% (3,4%).
    (Newsletter GME 140/2020)

 

  • I consumi di gas in Italia di luglio si sono attestati a 4.748 milioni mc, il livello più alto per il mese degli ultimi 10 anni fatta eccezione per il 2019, rispetto ai quali il calo è stato del 3%. Questo dato è legato ad una flessione del termoelettrico (-8%) e del settore industriale (-4%), mentre sono cresciuti i consumi civili (+2%) e le esportazioni (+35%).
    La minore richiesta è stata assorbita principalmente limitando le importazioni via gasdotto (-14%) che, infatti, sono le più basse per il mese degli ultimi 6 anni. Al contrario toccano i massimi storici gli arrivi di GNL con 1.384 milioni mc. Ormai questa fonte rappresenta il 23% del totale gas nel nostro paese.
    Tornando agli arrivi via tubo sono cresciuti quelli di Mazara del Vallo (+24% su base annuale), mentre hanno fatto registrare il segno meno tutti gli altri punti di ingresso: Tarvisio -15%, Gela -15%, Passo Gries -32%.
    Riguardo le giacenze negli stoccaggi le iniezioni sono proseguite anche a luglio, sebbene a ritmi meno serrati di quelli registrati nel mese precedente. Questo anche sulla base del fatto che il livello di riempimento è ormai all’81% della capacità massima.
    Sul fronte prezzi si interrompe il trend ribassista iniziato nel dicembre 2019, sebbene il rimbalzo sia piuttosto contenuto. Il prezzo medio per il mercato italiano è stato a luglio di 6,56 €/MWh per un incremento di 55 €cents (+9%) rispetto a giugno. Ancora negativo il confronto con il 2019, quando il metano a luglio costava mediamente 6 €/MWh in più rispetto a quest’anno (+49%). Pressoché stabili i prezzi a livello europeo con 4,9 €/MWh.
    (Newsletter GME 140/2020)

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