• Il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha firmato il decreto attuativo che definisce la tariffa incentivante per l’autoconsumo collettivo e per le comunità energetiche. Sarà pari a:
    – 100 €/MWh per l’autoconsumo collettivo
    – 110 €/MWh per le comunità energetiche
    L’incentivo avrà una durata di 20 anni e sarà cumulabile con il Superbonus 110%. La gestione del meccanismo è affidata al GSE.
    (www.mise.gov.it)

 

  • Nel 2019 le emissioni di gas serra nei 27 paesi dell’UE sono diminuite del 4% rispetto all’anno precedente e del 24% rispetto ai livelli del 1990.
    A dirlo sono i dati preliminari sulle emissioni 2019 dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA). Se confermata sarebbe la diminuzione più significativa degli ultimi 10 anni e porterebbe al superamento dell’obiettivo 2020 (taglio delle emissioni del 20% rispetto al 1990) con un anno di anticipo sulla tabella di marcia.
    (www.ansa.it)

 

  • Aumenti record nel IV trimestre per le tariffe di elettricità e gas con, rispettivamente, +15,6% e +11,4%.
    I rincari, spiega ARERA che gestisce l’andamento dei prezzi, sono dovuti alla ripresa delle attività dopo il lockdown di marzo-aprile. In realtà, come abbiamo avuto modo di vedere nelle scorse newsletter i prezzi all’ingrosso di elettricità e metano hanno sì ripreso a salire dopo il periodo di stop forzato, ma in maniera pressoché impercettibile almeno fino ad agosto (vedremo poi come a settembre le cose siano un po’ cambiate). Allo stesso modo le tariffe erano calate in maniera consistente nel II e III trimestre (in realtà in quest’ultimo solo quella del gas venne ritoccata al ribasso, mentre quella elettrica già invertì la tendenza con un aumento del 3,3%). Però va sottolineato come questi due periodi, il II trimestre in particolare, siano storicamente periodi a consumo 0 per il gas e molto basso per l’elettricità (la cui richiesta riprende nel III trimestre per l’aria condizionata, periodo nel quale anche le tariffe si sono “riprese”). A conferma di un andamento molto legato alla stagionalità (pressoché incontrastato, se vogliamo, da chi monitora e decide l’andamento dei prezzi) quello appena iniziato è il trimestre più importante a livello di consumi ed i prezzi si sono, per così dire, adeguati immediatamente.
    (www.repubblica.it)

 

  • Il mese di settembre ha fatto registrare un nuovo aumento per il prezzo medio dell’energia elettrica in Italia, che è stato di 48,8 €/MWh (+8,48 €/MWH e +21% rispetto ad agosto). Si tratta del 4° rialzo consecutivo a livello mensile dopo il crollo della prima metà dell’anno. Tanto che il confronto con lo stesso mese del 2019 è ancora negativo: -4,6% pari a 2,38 €/MWh in meno.
    Resta in calo, rispetto sempre allo stesso mese del 2019, l’energia elettrica scambiata nel Sistema Italia a settembre: 24,1 TWh pari al -2,1%. Di questa energia il 36,5% è stata di origine rinnovabile (nel 2019 era il 34,4%) con l’idroelettrico che ha dato il maggior contributo con il 18,8% (17,9%), seguito dal solare con il 9,8% (9,1%), quindi l’eolico con il 5,7% (5,2%) ed il geotermico con il 2,1% (2,2). Il restante 63,5% è stato assicurato dalle fonti tradizionali, con il metano che ha fornito oltre metà dell’elettricità utilizzata attestandosi al 54,1% (53,7%), seguito dalle altre fossili con il 5,8% (6,3%), con il carbone a chiudere per un residuale 3,6% (5,6%).
    (Newsletter GME n° 141/2020)

 

  • I consumi di gas in Italia a settembre sono stati pari a 4.785 milioni mc, il livello più alto per il mese in questione da 9 anni a questa parte (+1,5% rispetto al 2019). L’aumento è legato alla crescita del termoelettrico (+1,6%) ed al settore industriale (+2%), mentre è stato sostanzialmente stabile il civile (+0,2%).
    La maggior domanda di gas ha avuto ripercussioni sulle iniezioni nei sistemi di stoccaggio, diminuite del 29%. Un dato che non deve sorprendere poiché questi sono ormai al massimo della loro capacità, visto che il livello di riempimento a fine settembre era al 97%. Una conferma che i prezzi bassi dell’estate hanno incoraggiato lo stoccaggio di metano a buon prezzo e che, se vogliamo, aumenta ancora i dubbi sull’aumento dei prezzi per il IV trimestre di cui abbiamo parlato.
    Parlando sempre di flussi settembre ha visto una contrazione degli arrivi sia via gasdotto (-4%) che sotto forma di GNL (-2%).
    Passando ai prezzi, come anticipato, l’arrivo della stagione fredda ha avuto subito il suo impatto. A settembre quelli medi del metano sono aumentati del 38% rispetto ad agosto, assestandosi a 11,67 €/MWh (+3,23 €/MWh). Nonostante questo il confronto con il 2019 è ancora negativo per un buon 10% (-1,3 €/MWh). Andamento analogo anche a livello continentale, dove il prezzo medio di settembre è stato 11,10 €/MWh, per una crescita quantificabile in 1,5 €/MWh (+16%) rispetto allo stesso mese del 2019.
    (Newsletter GME n° 141/2020)

 

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