·                    Gli investimenti in efficienza energetica nel 2018 in Italia sono stati pari a 7,1 miliardi €, in crescita del 6,3% rispetto all’anno precedente.
A rivelarlo è l’Energy Efficiency Report 2019, lo studio con il quale il Politecnico di Milano fotografa lo stato del settore nel nostro paese. A guidare gli investimenti è il comparto Home & Building, che attrae il 65% degli affari, seguito da quello industriale con il 33%. Fanalino di coda la pubblica amministrazione, che rappresenta solo il 2% del totale investimenti.
Interessante notare come le soluzioni di efficienza energetica maggiormente adottate nel settore industriale sono state i sistemi di combustione efficiente e quelli di cogenerazione (443 milioni € per questi ultimi). Malgrado questo dato gli investimenti in cogenerazione hanno registrato un brusco calo rispetto al 2017, lasciando sul terreno ben il 24%. Il motivo sembra sia legato al Decreto Energivori, che ha reso meno pesanti i costi dell’energia per quelle realtà che, appunto, registrano un altissimo consumo.
Dando uno sguardo al settore ESCO nel 2018 quelle certificate sono aumentate del 6% e l’intero settore dà lavoro ad oltre 10.000 persone. Il fatturato ammonta a 3,7 miliardi €, con un aumento dell’8% rispetto all’anno precedente. Da sottolineare come il 23% di questo ammontare sia legato alla compravendita dei titoli di Efficienza Energetica.
(www.e-gazette.it)

 

·                    Il numero di abitazioni con pompa di calore come impianto principale per la climatizzazione estiva ed invernale salirà a 2,5 milioni di unità nel 2030 in Italia.
A riportare lo scenario è la tavola rotonda sul tema efficientamento nel settore residenziale promossa da Assoclima. La ricaduta economica sarebbe di 10 miliardi €. Al contrario di come sarebbe facile pensare le possibilità insite in questi numeri non saranno esclusivo appannaggio della tecnologia elettrica. Infatti il 20% della prevista penetrazione riguarderà il mercato dei condominii con impianto centralizzato, che rappresentano un cliente appetibile anche per la tecnologia GEHP. Solo questa tipologia abitativa ha un potenziale di 64.000 nuovi impianti nel prossimo decennio.
(www.e-gazette.it)

 

·                    ENEA ha pubblicato il “Rapporto Annuale 2019 per l’Efficienza Energetica” in cui viene tracciato il bilancio di 12 anni di incentivi.
I risultati sono senza dubbio positivi, con 39 miliardi € di investimenti in interventi di riqualificazione energetica che hanno dato luogo a risparmi per 100 milioni MWh. Ponendo lo sguardo al 2018 vediamo come ci siano stati investimenti per 3,3 miliardi €, per un taglio ai consumi pari a 16 milioni MWh, ovvero i consumi di una città come Roma. Sempre lo scorso anno il Conto Termico ha registrato un balzo in avanti del 115%, con 93.000 richieste totali e 190 milioni €di incentivi distribuiti. Al contempo i Certificati Bianchi hanno permesso di risparmiare l’equivalente di 14 milioni MWh di importazioni di gas ed elettricità, alleggerendo la fattura energetica del paese di oltre 400 milioni €.
Per quanto riguarda l’Ecobonus i dati 2018 parlano di oltre 300.000 interventi di efficienza energetica incentivati. Di questi gli interventi che hanno interessato i sistemi di climatizzazione hanno creato un giro di affari di 800 milioni €, di cui metà in condominii ed edifici assimilabili (ad es. uffici).
(www.ediliziainrete.it)

 

·                    Il 2018 è stato un anno positivo per le pompe di calore. Il settore infatti, a discapito di un calo di fatturato del 3,3% legato principalmente alla flessione del mercato cinese, gode ancora di ottima salute.
Secondo lo studio World Heat Pump Market 2019 pubblicato dall’inglese BSRIA (Building Services Research and Information Association) al calo della domanda cinese hanno fatto da contraltare la crescita del mercato Americano (7%) ed europeo (+13%). Questo scenario, oltre a confermare la centralità del nuovo mercato asiatico, dove i numeri sono talmente mastodontici da influenzare in maniera decisiva l’andamento globale di qualsiasi mercato, parla di una tecnologia interessante soprattutto per i mercati già maturi.
A conferma di questo l’ottima performance sul mercato europeo è strettamente legata alla Direttiva UE sull’efficienza energetica negli edifici, frutto di una generale maggiore consapevolezza in termini di sostenibilità ambientale.
(www.casaeclima.com)

 

·                    La concentrazione di anidride carbonica in atmosfera continua a crescere.
Ad affermarlo è l’osservatorio della National Oceanic and Atmospheric Administration USA di Muana Low (Hawaii) che misura le concentrazioni di CO2 dal 1958. Il record, su base mensile, c’è stato a maggio 2019 con 414,66 parti per milione. Concentrazione calata a 413,92 ppm nel mese di luglio.
La soglia delle 350 ppm, cioè il valore cui dovremmo ambire secondo la comunità scientifica per evitare gli effetti peggiori dei cambiamenti climatici, venne superata già nel 1988; mentre quella delle 400 ppm fu oltrepassata nel 2015.
Il decennio che sta per chiudersi è stato quello con l’aumento maggiore di concentrazione di CO2 in atmosfera dal 1960. Da quella data l’unico decade che ha fatto registrare un arretramento sono stati gli anni ’90. A conferma di come la strada per contenere le emissioni, specie assicurando lo sviluppo economico dei nuovi giganti del panorama mondiale (Cina ed India in primis), sia ancora lunga ma possibile (gli anni ’90 non sono poi così lontani e segnati da un arretramento economico generalizzato) con le nuove tecnologie.
(www.qualenergia.it)

 

 

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