·                    È attivo dallo scorso 4 aprile il portale ENEA per l’invio di documenti e dati necessari ad ottenere le detrazioni fiscali previste dall’Ecobonus 2018.

(www.expoclimanet.it)

 

·                    Buone notizie per le bollette di luce e gas. Dal 1° aprile, cioè per il secondo trimestre 2018, le tariffe di metano ed elettricità sono calate rispettivamente del 5,7% ed dell’8%. Il motivo principale è da ricercare nel calo dei prezzi sui mercati all’ingrosso e nella stagionalità (quello aprile – giugno è notoriamente un trimestre leggero per i consumi).

(www.e-gazette.it)

 

·                    È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il DM che detta le regole per accedere al piano triennale di edilizia scolastica da 1,7 miliardi € previsto dalla Legge di Stabilità 2016.

Entro il 2 agosto le Regioni dovranno segnalare al Ministero dell’Istruzione la lista delle strutture sulle quali intendono intervenire. Il MIUR, entro il 1° ottobre, stabilirà la programmazione triennale indicando i progetti finanziati.

(www.edilportale.com)

 

·                    La Nuova Sabatini prevede ancora 320 milioni € a disposizione delle PMI che vogliono investire. Ricordiamo che la normativa sui beni strumentali prevede un’agevolazione anche per l’installazione di microcogeneratori ed impianti di climatizzazione.

(www.qualenergia.it)

 

·                    Le associazioni europee degli operatori elettrici e del gas Entso E ed Entso G hanno pubblicato un report sulle previsioni di consumo elettricità/gas a breve (2020 – 2025) e sui possibili scenari futuri (2040).

Per quanto riguarda la domanda elettrica in Italia fino al 2020 resterà stabile sui 320 TWh/anno (livelli 2017), per poi salire a 344 TWh nel 2025 e ad oltre 400 TWh nel 2040. Gli scenari analizzati tengono tutti conto della necessità, stabilita dagli obiettivi europei, di tagliare le emissioni di CO2 dell’85-90% entro il 2050.

A livello europeo la domanda elettrica sarà di 3.800 TWh nel 2020, che saliranno a 4.000 TWh nel 2025, per arrivare a 4.300-4.400 TWh nel 2040. Questa energia, seguendo le necessità cui si accennava poco fa, verrà prodotta sempre più da fonti rinnovabili, tanto che nel 2040 il 75% dell’elettricità consumata in Europa proverrà da sole, vento, acqua e biomasse. Delle fonti tradizionali, stando allo studio, rimarranno in auge solamente il nucleare ed il gas, che andranno a coprire la fascia lasciata libera dalle rinnovabili.

I costi risentiranno molto del prezzo dei combustibili e della CO2, tanto che nel medio periodo (2030) sono previsti più alti che nel lungo periodo (2040).

Per quanto riguarda il metano tutti gli scenari indicano una domanda in linea con i consumi attuali, quindi stabile a 5.000 TWh/anno. A cambiare saranno le modalità con cui questa domanda verrà soddisfatta. Infatti nel ventennio 2020-2040 le estrazioni dimezzeranno, passando da 98 a 42 miliardi mc/anno), mentre aumenterà moltissimo la produzione di biometano. Sempre in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni stabiliti dalla Commissione Europea.

Per quanto riguarda il nostro paese il previsto calo del settore residenziale/commerciale e dell’industria verrà compensato dall’aumento nei trasporti e nella generazione elettrica (dove il metano sostituirà quasi totalmente il carbone). Anche l’Italia, dal punto di vista degli approvvigionamenti, seguirà la strada già delineata per il resto del continente: meno estrazioni (o meglio gas che deriva da visto che quelle italiane sono già praticamente nulle) e più biometano. Questa fonte, che ricordiamo è totalmente ecocompatibile in quanto il metano deriva da rifiuti, residui agricoli, alghe e non prevede coltivazioni ad hoc o sfruttamento di suolo, aumenterà del 30% l’anno, fino a toccare quota 12,1 miliardi mc nel 2040.

(www.qualenergia.it)

 

·                    I consumi di gas in Italia a marzo hanno avuto un balzo del 27,5% su base annua, segnando il valore più alto degli ultimi 6 anni con 8.222 milioni mc. La crescita è legata principalmente all’eccezionale ondata di freddo di inizio mese. Infatti a trainare l’aumento dei consumi è stato il settore residenziale con un +52,8%. In crescita anche il settore termoelettrico con + 1,5% e quello industriale (+3,2%).

L’aumento dei consumi è stato coperto facendo principalmente ricorso alle importazioni (+17,4%) e agli stoccaggi (emissioni +108,3%). Ancora in flessione la produzione nazionale (-9,8% a poco più di 400 milioni mc). Il gas di importazione è arrivato in maggior parte dalla Russia (+72,8% in importazione) e dalla Libia (+36,8%). In calo invece gli arrivi dagli altri fornitori, mentre sono positivi i saldi dei terminali GNL (in particolare quello di Cavarzere con un +23,8%).

Per quanto riguarda i prezzi la quotazione al Punto di Scambio Virtuale fa segnare il secondo rialzo consecutivo a 24,45 €/MWh.

(Newsletter GME n° 114/2018)

 

·                    Il valore dei Titoli di Efficienza Energetica sul mercato organizzato ha subito un calo a marzo, attestandosi a 350 €/Tep (-22% rispetto a febbraio). Questo arretramento non è stato però assorbito a livello di contributo tariffario stimato, che anche a marzo si attesta a 311 €/Tep (+0,1% su febbraio).

Dunque, almeno a livello di valore medio, la decisione del Ministero dello Sviluppo Economico di ridurre ad una sola le sessioni di scambio per attenuare la volatilità del valore dei TEE ha avuto effetto. Nonostante questo i volumi scambiati sono stati nettamente superiori rispetto a quelli registrati a febbraio (+85% a 274.000 Tep).

(Newsletter GME n° 114/2018)

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