• La discesa in campo negativo dei prezzi del petrolio ad aprile ha aperto la discussione sulla possibilità che accada la stessa cosa anche per il gas.
    Un’ipotesi che, secondo vari analisti, sarebbe piuttosto improbabile nonostante minimi storici a 4-5 €/MWh registrati sul finire di maggio. Secondo Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, difficilmente si vedranno prezzi negativi in Europa. Anzi, la sua previsione è che risalgano fino ad 8-9 €/MWh nei prossimi mesi. Dello stesso avviso è Simona Soci di Ref-e la quale, inoltre, chiarisce che questa ipotesi è impossibile almeno in Italia poiché il floor è fissato a 0 dal GSE (dunque i prezzi del metano non possono diventare negativi). Teoricamente sarebbe possibile in Europa, ma la stessa Saci ritiene la cosa altamente improbabile perché le fluttuazioni accentuate del petrolio non sono proprie del mercato gas, specie europeo.
    Probabilmente più interessante del se il prezzo del gas andrà in negativo o meno, visto che per il petrolio è stata questione di una giornata per poi tornare a livelli medi, è capire quali fattori possono influenzare le quotazioni del gas in questo particolare periodo. A fronte di una domanda molto debole , anche per via degli stoccaggi ben riforniti, c’è un’offerta altissima. Quindi le quotazioni non possono che essere livellate verso il basso. Per quanto riguarda il mercato italiano le attuali perdite si trascineranno per i prossimi mesi senza innescarne di nuove. Molto dipenderà dalla situazione meteorologica: un’estate calda con forte richiesta elettrica per climatizzazione potrebbe stimolare i consumi da termoelettrico e quindi anche il prezzo del metano.
    (www.qualenergia.it)
  • Neanche il lockdown è riuscito a fermare la concentrazione di CO2 in atmosfera che ha fatto registrare il nuovo massimo storico con 417.9 ppm.
    Il dato arriva dalle rilevazioni dell’Osservatori di Mauna Loa (Hawaii) che li registra dal 1959. Nonostante i problemi legati al Coronavirus a maggio 2020 c’è stato un aumento di 2,4 ppm rispetto allo stesso mese del 2019 (che rappresentava l’ultimo record storico). Il blocco dovuto al lockdown non è riuscito ad invertire la situazione perché, secondo gli esperti, ha dato luogo ad una riduzione delle emissioni, pari al 5%, troppo contenuta e, soprattutto troppo breve. Per avere un effetto visibile ci vorrebbe, infatti, una diminuzione del 30% delle emissioni di anidride carbonica per un periodo di almeno 5 mesi.
    (www.rinnovabili.it)

 

  • Public Affairs Advisors, società di consulenza specializzata in relazioni istituzionali, lobbying e comunicazione, ha effettuato un sondaggio il 19 maggio per capire quanti italiani usufruiranno del Superbonus 110%. Dei 1.735 intervistati il 20% ha dichiarato che “sicuramente lo utilizzerà”, mentre un altro 25% è possibilista anche se ancora non certo.
    Calcolando il momento in cui il sondaggio è stato effettuato, cioè quando ancora le notizie sul nuovo incentivo erano molto risicate, è evidente come questa opportunità abbia delle potenzialità davvero interessanti per il rilancio delle economie collegate.
    (www.qualenergia.it)

 

  • La domanda di gas nel 2020 vedrà il calo più consistente della sua storia, con un -4% rispetto al 2019. Il dato emerge dalle stime dell’International Energy Agency (IEA).
    Le zone in cui è concentrato il calo (quantificabile in 150 miliardi mc) sono Europa e Nord-America e sarebbe doppio rispetto a quello legato alla crisi del 2008. La domanda dovrebbe, sempre stando alle previsioni IEA, recuperare nei prossimi 2 anni, anche se ci vorrà del tempo per tornare ad una situazione di business as usual poiché l’impatto del Covid-19 sull’economia mondiale avrà bisogno di tempo per essere riassorbito completamente.
    Oltre al Coronavirus anche altri fattori hanno portato ad un calo così marcato nella richiesta di gas, specie in Europa. Infatti l’nverno mite ed una consitente generazione elettrica da eolico hanno portato ad un -7% di richieste dal Vecchio Continente nei primi 5 mesi del 2020. Capofila di queste minori richieste è proprio il nostro paese dove la contrazione è stata del 25%.
    (www.qualenergia.it)

 

  • Il prezzo dell’energia elettrica in Italia tocca a maggio il suo nuovo minimo storico con 21,79 €/MWh; -3,02 €/MWh rispetto ad aprile (-12,2%) e -28,8 €/MWh rispetto a 12 mesi fa (-57%).
    L’energia elettrica scambiata nel Sistema Italia è stata di 21,3 Twh, per un aumento rispetto ad aprile dell’11,7%. Rimane, però, negativo il raffronto con maggio 2019 quando venne scambiata il 9,7% di elettricità in più.
    Nello scorso mese c’è stato anche il sorpasso delle rinnovabili sulle tradizionali per la fornitura di elettricità al sistema. Dalle prime è arrivato il 53,9% del totale (lo scorso anno era stata il 45,6%) con in testa l’idroelettrico con il 28,5% (23,9%), seguito da solare con 13,8% (11,7%), eolico con 9,1% (7,6%) e geotermico con il 2,6% (2,5%). Il restante 46,1% del fabbisogno è stato coperto dalle fonti tradizionali, con il gas a fornire il 36% (43,5%), seguito dalle altre tradizionali con il 7% (6,5%) ed il carbone con il 3,3% (4,5%).
    (Newsletter GME 138/2020)

 

  • A maggio i consumi di gas in Italia hanno segnato un nuovo, consistente, calo su base annuale con 3.694 milioni mc (-24%). Tutti e 3 i settori principali hanno avuto segno negativo: civile -33%, industriale -17%, termoelettrico -17%.
    Per quanto riguarda l’offerta le importazioni sono ai minimi da 5 anni con 5.810 milioni mc (-14%), con una flessione più intensa per gli arrivi via gasdotto (-16%) rispetto a quelli di GNL (-4%). Questo nonostante continuino le iniezioni negli stoccaggi che risultano pieni per il 57% della propria capacità: un dato anche questo anomale per il periodo che, tradizionalmente, segnava l’inizio del periodo di riempimento delle scorte con rapporti pieno/vuoto decisamente inferiori.
    I prezzi, come anticipato negli articoli precedenti, continuano il loro calo. In Italia siamo al nuovo minimo storico con 6,62 €/MWh (2 €/MWh in meno rispetto ad aprile per un calo percentuale del 24% e ben 11€/MWh in meno rispetto ai livelli di un anno fa per un calo del 62%). Dinamica identica a livello europeo, dove il prezzo medio è stato di 4,65 €/MWh, con una perdita di 1,9 €/MWh su aprile e di 8,8 €/MWh su maggio 2019.
    (Newsletter GME 138/2020)

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