·                    Entro il 2050 gli edifici pubblici e privati costruiti nell’Unione Europea dovranno essere a consumo di energia quasi zero (NZEB).

Con l’approvazione della revisione alla direttiva 2010/31/UE è stato messo nero su bianco anche il sostegno alle ristrutturazioni efficienti di edifici pubblici e privati con l’obiettivo di contrarre dell’80-85% le emissioni di CO2 rispetto ai dati del 1990. Le nuove norme dovranno essere recepite da ciascun paese dell’Unione in un tempo massimo di 20 mesi.

La precedente normativa, che introduceva proprio il concetto di NZEB, è stata recepita dal nostro paese solo nel giugno 2013 e prevedeva sia per gli edifici nuovi che per quelli esistenti l’obbligo della certificazione energetica ed una disciplina per i controlli sugli impianti di climatizzazione. Ma, cosa più importante, stabiliva che tutti i nuovi edifici costruiti a partire dal 2021 fossero NZEB. Quindi, per una volta, siamo in anticipo sulle direttive europee.

(www.edilportale.com)

 

·                    L’Eurostat, ufficio di statistica dell’UE, ha pubblicato i primi dati sulle emissioni CO2 derivanti da consumo di energia nel continente per il 2017. Il rapporto parla di un aumento nell’ordine dell’ 1,8% rispetto al 2016.

Andando ad analizzare paese per paese possiamo notare come i maggiori cali si siano avuti in Finlandia (-5,9%) e Danimarca (-5,8%), mentre le maglie nere sono state Malta (+12,8%) ed Estonia (+11,3%). Anche l’Italia risulta fra i paesi poco virtuosi, poiché le emissioni sono aumentate del 3,2%.

(www.infobuildenergia.it)

 

·                    I Titoli di Efficienza Energetica (TEE) nei loro 12 anni di vita hanno certificato ben 25 milioni di tep di risparmio energetico. A confermarlo il presidente di FIRE, Federazione Italiana per l’uso Raziona dell’Energia, a margine della VII conferenza sul tema.

A confermare che siamo di fronte ad un meccanismo che funziona, oltre ai dati appena illustrati c’è anche la scarsa disponibilità di Certificati Bianchi rispetto alla richiesta. Una situazione che ha fatto lievitare il valore degli stessi, tanto da spingere il Ministero dello Sviluppo Economico ad intervenire per calmierare i prezzi (vedremo con quali effetti nelle prossime news).

(www.adnkronos.com)

 

·                    I consumi di gas ad aprile in Italia segnano il passo rispetto al 2017 con un -2,6% (4.656 milioni mc).

Il calo è legato esclusivamente al settore termoelettrico che con 1.469 milioni mc (-15,1%) scende ai minimi storici da giugno 2015. Una situazione figlia della forte ripresa della produzione da rinnovabili, specie idroelettrica, (+25,6%) e dell’aumento delle importazioni (+20,2%). Infatti gli altri settori hanno fatto segnare aumenti interessanti: +9,4% per il residenziale (1.926 milioni mc), legato soprattutto alle temperature più rigide registrate nel mese; +3,6% per l’industriale (1.199 milioni mc) che tocca i suoi massimi dal 2009.

Dal punto di vista degli approvvigionamenti le esportazioni lasciano sul campo il 42% (95 milioni mc) mentre crescono le importazioni a +4,6%. Queste ultime, con 5.952 milioni mc rappresentano ben il 93% del gas totale utilizzato in Italia ad aprile, con la produzione nazionale che copre solamente il restante 7% con 431 milioni mc. Le ricadute di questo quadro sono ben visibili con le iniezioni nei siti di stoccaggio, aumentate del 28,4%. Riguardo la provenienza del gas importato a fare la parte del leone è sempre quello russo, aumentato del 15,2%, seguito dal metano proveniente dal Nord-Europa, che ha raddoppiato i propri volumi.

Sul fronte prezzi quelli registrati al Punto di Scambio Virtuale sono ancora in decisa crescita su base annuale (+21 rispetto ad aprile 2017), ma segnano il passo rispetto a quanto registrato nei mesi di febbraio e marzo, attestandosi a 21,84 €/MWh.

(Newsletter GME n° 115/2018)

 

·                    Il valore dei Certificati Bianchi (o TEE) cala bruscamente nella sessione di contrattazione unica di aprile arrivando a 311 €/tep (-11% rispetto a marzo). A conferma di come gli interventi del MISE abbiano dati notevoli frutti. Infatti nelle ultime 2 sessioni di contrattazione il prezzo dei CB è calato di ben 136 €/tep.

Allo stesso tempo il prezzo medio registrato nella piattaforma di scambi bilaterali, che a marzo si era mantenuto sui livelli di quello del mercato organizzato, è sceso a 234 €/tep.

(Newsletter GME n° 155/2018)

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