• Gli incentivi per ristrutturazioni ed efficienza energetica (compresi quelli per l’installazione dei microcogeneratori) ci saranno anche nel 2020. Questo, almeno, è quanto traspare dalla bozza del nuovo Documento di Programmazione Economica e Finanziaria licenziato dal governo.
    Un’intenzione che era già stata anticipata dal ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli in un messaggio di qualche tempo fa inviato a Confedilizia. Lo stesso, in quell’occasione, aveva ricordato come questo incentivo abbia promosso dal 2007 ben 39 miliardi € di investimenti, di cui 3,8 miliardi € nel solo 2018. Riqualificazioni che hanno permesso al sistema Paese di risparmiare oltre 100 milioni MWh.
    (www.repubblica.it)

 

  • Lo scorso 1° ottobre c’è stato il consueto ritocco trimestrale delle tariffe di luce e gas, con aumenti del 2,6% per l’elettricità e del 3,9% per il metano.
    Per l’energia elettrica i maggiori costi sono imputabili ai timori per un calo della produzione nucleare francese (da cui proviene una parte dell’elettricità che usiamo); mentre il gas sconta le maggiori richieste legate alla stagionalità.
    (www.repubblica.it)

 

  • Il gasdotto TAP dovrebbe entrare in funzione in Italia alla fine del 2020.
    È quanto dichiarato dal managing director della società Luca Schieppati all’Italian Energy Summit di Milano. Il nuovo governo ha rinnovato la VIA all’opera, ora valida fino al 31/12/2021, il dovrebbe portare alla conclusione della stessa senza particolari intoppi, dal momento che la pipeline è costruita per il 90%. Tanto è vero che in Grecia sono pronti ad immettere metano nel sistema già a partire dal prossimo novembre. Successivamente a questo passo verrà attivata, nel corso del 2020, la tratta albanese e quindi l’ultimo tratto nel nostro paese.
    La capacità del gasdotto è stata annunciata a 10 miliardi mc/anno; ma già dai test preliminari la società che gestirà l’opera assicura che non esistono limiti tecnici anche ad un transito fino a 20 miliardi mc/anno di gas. In questo modo il TAP, che farà arrivare metano dai pozzi azeri sul Mar Caspio, offrirà una importante diversificazione per l’approvvigionamento di gas del Vecchio Continente.
    (www.e-gazette.it)

 

  • Un team di ricercatori e professori dell’Università di Padova ha realizzato uno studio, “Veneto 100% sostenibile, efficiente e rinnovabile”, che indica la strada per avere una regione ad emissioni 0 nel 2050. Per ottenere l’obiettivo è necessario attivarsi in tutti i campi, dall’edilizia alla mobilità, dai servizi pubblici alle energie rinnovabili.
    Gli edifici, ad esempio, in Veneto sono responsabili del 30% dei consumi energetici. Il che rappresenta il 21% della CO2 ed il 64% delle polveri sottili totali. La causa principale risiede nel parco edilizio molto vetusto ed energivoro. Nella fattispecie le soluzioni indicate dallo studio sono gli interventi di isolamento termico, la sostituzione dei vecchi impianti di riscaldamento con moderne pompe di calore, oltre all’installazione di solare termico e fotovoltaico. Un’azione che richiede 20 miliardi € nei prossimi 30 anni, per cui sarà necessario stabilizzare la detrazione del 65% ed istituire un fondo di garanzia a favore dell’efficienza energetica presso Veneto Sviluppo.
    Dal lato produzione energia sostenibile lo studio punto soprattutto sul fotovoltaico, proponendo un aumento della potenza installata di 14,7 GW per cui sarebbe necessario coprire 1200 ettari di terreno (pari allo 0,65% dell’intera superficie del Veneto) con pannelli ed investire 20 miliardi € in 30 anni. Questa nuova elettricità sarà necessaria per promuovere la mobilità elettrica, dal momento che questo settore è attualmente responsabile del 30% dei consumi totali, che si traducono nel 28% della CO2 e nel 14% delle polveri sottili.
    Sorprende, in tutta onestà, come uno studio del genere punti tutto sull’elettrificazione, suggerendo l’installazione di una tale mole di pannelli solari con tutte le problematicità che ne conseguono (consumo di suolo, non programmabilità, interventi di adeguamento della rete, smaltimento) senza prendere in considerazione una soluzione interessante e con sempre maggiori prospettive come il biometano.
    (www.infobuildenergia.it)

 

  • La Commissione competente per la Valutazione di Impatto Ambientale ha dato il via libera al progetto per il troncone sud della dorsale metano in Sardegna. I lavori dovrebbero partire a metà del prossimo anno e l’arrivo del gas in case e aziende è previsto per il 2022.
    La parte che ha ottenuto l’ok è quella che va da Cagliari a Palmas Arborea (Oristano), passando per il Sulcis, per una lunghezza di 580 km. Il tratto nord, per cui la VIA inizierà a breve e con cui si punta a coprire tutta l’isola, partirà proprio da Palmas Arborea per arrivare ad Olbia, toccando anche il sassarese ed il nuorese.
    (www.qualenergia.it)

 

  • A settembre i consumi di gas in Italia sono cresciuti del 3,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, attestandosi a 4.715 milioni mc. Un aumento legato principalmente al settore termoelettrico ed a quello civile, che hanno registrato rispettivamente un +5% ed un +4%. In controtendenza l’industria, dove i consumi sono scesi del 6%.
    Per quanto riguarda l’offerta sono aumentate le importazioni (+2%), arrivate a quota 5.474 milioni mc. Gli aumenti più consistenti in questo campo vengono dai rigassificatori, ai massimi storici per il mese in questione e metodo di approvvigionamento sempre più gettonato come abbiamo avuto modo di vedere in passato. Per quanto concerne gli arrivi via tubo in flessione sia quelli dal nord-Africa che dal nord-Europa, mentre crescono, seppur lievemente (+4%) quelli dalla Russia.
    Continua anche l’immissione di metano nei siti di stoccaggio in vista dell’inverno, arrivati a 12.838 milioni mc, per un riempimento pari al 96% della capacità massima.
    I prezzi medi hanno subito un deciso aumento rispetto ai minimi di agosto (+1,38 €/MWh pari al +12%), anche se con 12,95 €/MWh restano sempre fra i più bassi degli ultimi 10 anni. Una situazione che trova riscontro, in una dimensione addirittura ampliata, anche a livello continentale, dove nei principali hub il prezzo medio del metano è di 9,60€/MWh.
    (Newsletter GME n° 130/2019)

 

  • Rimane stabile anche a settembre (come ormai da circa un anno) il prezzo dei Certificati Bianchi sul mercato organizzato con 260 €/tep. Cifra che segna una sostanziale differenza con quella registrata nelle contrattazioni bilaterali, dove ogni TEE vali circa 241 €.
    Il numero di titoli emessi dall’inizio del meccanismo ammonta a 59.666.826, per un +587.023 CB a settembre. Quelli attualmente disponibili sono 2.814.608.
    (Newsletter GME n°130/2019)

Iscriviti alla nostra newsletter

Controlla la tua email per confermare l'iscrizione