·                    “Due passi avanti ed uno indietro”. Sono queste le parole che aprono il BP Statistical Review fo World Energy, il report sui consumi energetici mondiali per il 2017.

Il dato principale è che lo scorso anno il consumo di energia è cresciuto del 2,2% rispetto all’anno precedente. Un incremento deciso, che non ha pari negli ultimi 10 anni, corrispondente a 252,7 milioni Tep, pressappoco il consumo di una nazione come la Francia. Il totale consumi, in termini numerici, si è attestato a 13,5 miliardi Tep. A contribuire, soprattutto, i paesi in via di sviluppo, anche se l’Unione Europea, in crescita per il terzo anno consecutivo, ha fatto un +1,6%.

Questi numeri non sono però da interpretati come positivi in toto. Infatti un simile aumento dei consumi riflette senza dubbio anche una frenata nell’efficienza energetica, come dimostra il rallentamento del calo dell’intensità energetica, che si è abbassata all’1,7% da una media del 2,3% dei 3 anni precedenti.

Come accennato sono stati i paesi emergenti a trainare l’aumento della domanda energetica. In testa la Cina che con un balzo di quasi il 3% ha assorbito da sola 1/3 della nuova domanda di energia, ponendo contemporaneamente fine al trend sottotono degli ultimi 2 anni, pur rimanendo al di sotto del tasso medio annuo dell’ultimo decennio (+4,1%). Forte crescita anche per i consumi indiani (+4,6%), con il paese asiatico ormai stabilmente al terzo posto fra i più grandi consumatori di energia mondiali dopo Cina ed USA.

Interessanti, anche se purtroppo in negativo, i dati sul mix energetico. È infatti in atto un passaggio dalle fonti fossili a quelle rinnovabili. Ma è lentissimo. Rispetto a 10 anni fa lo spostamento è del 3% e a tutt’oggi quasi il 90% dell’energia mondiale deriva da fonti fossili. Nello specifico il mix energetico dei 4 grandi consumatori e del sistema mondo è il seguente:

–      CINA: 60% carbone

19% petrolio

8% idroelettrico

7% gas

3% rinnovabili

2% nucleare

 

–      USA: 41% petrolio

28% gas

15% carbone

9% nucleare

4% rinnovabili

3% idroelettrico

 

–      INDIA: 56% carbone

29% petrolio

6% gas

4% idroelettrico

3% rinnovabili

1% nucleare

 

–      EUROPA: 38% petrolio

24% gas

14% carbone

11% nucleare

9% rinnovabili

4% idroelettrico

–      MONDO: 34% petrolio

28% carbone

23% gas

7% idroelettrico

4% rinnovabili

4% nucleare

 

L’energia primaria viene utilizzata soprattutto per produrre elettricità (40% dei consumi totali). Questo in virtù del processo di elettrificazione in corso per poter aumentare il ruolo delle rinnovabili nel mix energetico mondiale. Un’equazione (+elettricità = +rinnovabili) che al momento non trova alcun riscontro poiché, nel 2017, ad un aumento dei consumi elettrici è corrisposto un aumento delle emissioni in atmosfera. Infatti, oggi come 10 anni fa, oltre i ¾ dell’elettricità mondiale è prodotta con fonti fossili:

 

38% carbone (era il 41% nel 2007)

23% gas (21%)

10% nucleare (14%)

4% petrolio (6%)

16% idroelettrico (15%)

8% rinnovabili (2%)

1% altro (1%)

 

Al netto di questo i consumi di energia elettrica sono aumentati del 2,8% nell’ultimo anno, assorbiti anche questi, quasi totalmente (94%) dai paesi non OCSE, Cina ed India in testa. Questo aumento è stato coperto solo parzialmente dalle rinnovabili. Infatti il 44% dell’aumento di domanda ha dovuto contare su energia elettrica fornita dal carbone. La più inquinante delle tradizionali ha infatti soppiantato nel 2017 il gas come fonte-rifugio per tenere testa agli aumenti di domanda elettrica. Con questo quadro è facile dunque capire il perché le emissioni siano aumentate dell’1,6%, concentrandosi per l’88% proprio in India e Cina e segnando una brusca controtendenza rispetto agli ultimi 10 anni di cali ed agli Accordi di Parigi.

Da questo punto di vista solo Stati Uniti, Messico, UK e Sudafrica hanno fatto registrare un calo delle emissioni. La UE, sulla scia della ripresa economica è passata da un -2% del periodo 2006-2016 ad un +1,5% nell’ultimo anno.

(Newsletter GME n° 118/2018)

 

·                    Il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato la Relazione sulla situazione energetica nazionale 2017. In un quadro generale di ripresa economica e crescita dei prezzi delle materie prime da noi c’è stato un rafforzamento  del ruolo delle energie rinnovabili che hanno coperto il 17,7% dei consumi finali; il valore più alto mai registrato.

Molto interessante poi il dato sul risparmio energetico. Grazie alle misure introdotte nel tempo per promuovere l’efficienza energetica negli ultimi 12 anni sono state risparmiate 13,4 milioni Tep/anno di energia primaria. Questo ha permesso al nostro paese di ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di energia, con le importazioni che influisco oggi per il 76,5%, il che significa aver tagliato le spese di 3,5 miliardi €/anno.

Dopo 10 anni torna a crescere la domanda di energia primaria (+1,5% sul 2016), cui si è fatto fronte ricorrendo a metano e petrolio.

(www.newsimpianti.it)

 

·                    Le aziende municipalizzate tedesche si affidano alle rinnovabili e, soprattutto, alla cogenerazione per produrre energia elettrica sostenibile.

È quanto emerge da un’indagine dell’Associazione Imprese Municipalizzate Tedesche, le quali ritengono la cogenerazione “un sistema di produzione elettrica superiore in termini di efficienza rispetto alle centrali tradizionali, dove il calore viene disperso.” Il secondo motivo per cui questi attori si sono affidati alla cogenerazione risiede nella sostenibilità ambientale della pratica: “Noi prendiamo molto sul serio la nostra responsabilità per la protezione del clima e la politica energetica. Le cifre dimostrano che la produzione delle municipalizzate è sostenibile, efficiente e rispettosa del clima” ha dichiarato la direttrice generale dell’associazione Katherina Reiche.

(www.agenzianova.com)

 

·                    Certificati Bianchi in flessione nel 2018. Nei primi 8 mesi di quest’anno ne sono stati rilasciati 2.465.800, ben il 39% in meno rispetto allo stesso periodo del 2017.

Analizzando nel dettaglio i Certificati Bianchi CAR (Cogenerazione ad Alto Rendimento) il loro numero è stato di 1.126.966, di cui il 95,6% legato all’installazione di nuovi cogeneratori.

(www.nextville.it)

 

·                    ENI ha scoperto un nuovo giacimento di metano in Egitto. Il pozzo, che si trova nel deserto occidentale, ha un grosso potenziale produttivo, quantificato in 700.00 mc/giorno.

(www.e-gazette.it)

 

·                    Il n°1 di Gazprom Alexiei Miller ha assicurato che il nuovo gasdotto Turkstream è ormai realizzato per l’80%.

L’infrastruttura porterà gas russo in Turchia passando sotto il Mar Nero e oltre 1.500 km di tubi sono già stati posati. Un’ulteriore conferma dell’espansione del colosso russo del gas verso l’Europa, dove nei primi 8 mesi del 2018 ha esportato 133,3 miliardi mc di gas, per un aumento del 5,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

(www.e-gazette.it)

 

·                    Quando si inizia a parlare di Finanziaria una delle potenziali vittime dei tagli sono sempre le detrazioni fiscali. Vediamo dunque i dati relativi all’Ecobonus 2017 attraverso il Rapporto ENEA sulle detrazioni fiscali del 65%.

Il dato preliminare è che anche nel 2017 l’Ecobonus ha fatto registrare una crescita degli interventi di efficientamento con importanti ricadute sia economiche che sociali.

Allargando un po’ lo sguardo è facile rilevare come nei 12 anni di esistenza questo incentivo ha influenzato positivamente lo sviluppo, produzione e diffusione di soluzioni tecnologicamente avanzate per il risparmio energetico. Dall’avvio nel 2007 sono stati realizzati 3,3 milioni di interventi, di cui la metà nel periodo 2014-2017. Solo nel 2017 l’importo totale degli investimenti promossi dall’Ecobonus è stato di 3,7 miliardi €, per oltre 420.000 interventi che hanno portato ad un risparmio di 1.300 GWh/anno.

(www.elettricomagazine.it)

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