·                    Sempre più le aziende percepiscono l’energia come un potenziale vantaggio competitivo. Per questo sono disposte ad investire per diventare produttori e rendersi sempre più indipendenti dalla rete.
È quanto emerge dall’indagine “Distributed Energy Future trends – Spunti per una crescita sostenibile” condotta da Centrica Business Solutions che ha coinvolto 1500 aziende in tutto il mondo. I risultati di quest’anno, paragonati a quelli del 2017, una maggiore predisposizione alla responsabilità ambientale ed alla sostenibilità. Nella fattispecie, in Italia, le aziende che vogliono rendersi più indipendenti dalla rete energetica sono il 25%, pari al +10% rispetto al 2017. Allo stesso modo il 14% considerano l’energia una risorsa che può assicurare crescita e competitività. In questo senso l’attenzione maggiore (e la priorità di investimento) è riservata ai settori illuminazione, isolamento, sistemi di gestione ed alle soluzioni per la generazione, in particolare fotovoltaico e cogenerazione.
Lo studio sottolinea altresì come molte aziende abbiano messo a punto una strategia energetica con piani precisi, obiettivi misurabili e budget dedicati.
(www.infobuildenergia.it)

 

·                    A luglio i consumi di gas in Italia sono cresciuti del 12% su base annuale, toccando, con 4.914 milioni mc, i massimi dal 2011.
L’incremento è dovuto in particolar modo al termoelettrico (+19%), mentre sono rimasti sostanzialmente stabili i consumi di settore civile (-0,6%) ed industriale (+0,8%).
Sul lato offerta continuano a crescere le importazioni (+10%), arrivate a 6.516 milioni mc. Esse hanno rappresentato il 95% del gas utilizzato nel nostro paese, con quasi 2 milioni mc finiti negli stoccaggi in vista dell’inverno (+2% rispetto a luglio 2018; percentuale di riempimento 84% della capacità massima). L’analisi dei flussi mostra un calo degli arrivi dalla Russia (-35%) e dall’Algeria (-19%) cui fa fronte la continua crescita del GNL che, con 1.255 milioni mc, ha fatto un balzo in avanti dell’88%.
Ancora in discesa i prezzi, con la quotazione media al Punto di Scambio Virtuale al minimo storico con 12,79 €/MWh (-12 €/MWh; -48% rispetto allo scorso anno). Dinamiche analoghe a livello continentale, con un prezzo medio di 10,91 €/MWh che segna un forte calo rispetto a 12 mesi fa, anche se risulta leggermente più alto (+2%) rispetto ai minimi di giugno.
(Newsletter GME n°129/2019)

 

·                     Anche a luglio il prezzo dei TEE sul mercato organizzato è stato stabile intorno ai 260 €/Tep. Aumenta così il divario con la quotazione media sulla piattaforma bilaterale, dove un Certificato Bianco valeva 218 €.
Deciso incremento per i volumi scambiati: 308.000 Tep, pari al +23% rispetto a giugno.
Il numero di titoli assegnati dall’inizio del meccanismo ammonta a 59.063.183 Tep, con un incremento a luglio di 483.982 Tep. I CB ancora disponibili sono 2.210.965.
(Newsletter GME n° 129/2019)

 

·                    Il boom del GNL americano sta avendo ripercussioni sempre più importanti anche per il nostro continente. Infatti grazie al braccio di ferro con la Russia per la supremazia nel settore, i prezzi del metano sono ai minimi storici e l’Europa ha un nuovo fornitore su cui poter fare affidamento.
Non è un caso, infatti, che già ora i serbatori di stoccaggio di quasi tutti i paesi europei siano praticamente pieni in vista dell’inverno e che il nostro continente sia fra i principali clienti per il GNL americano. Certamente la volatilità di prezzo del GNL aiuta a fare scorta nei periodi di bassa richiesta. Esso infatti, come più volte ribadito è molto meno legato, rispetto a quello del gas di pipeline, alle quotazioni del petrolio ed agli accordi di fornitura pluriennale su cui l’altro mercato ha il suo fondamento per ovvie ragioni logistiche.
Questa nuova realtà del gas trasportato via nave lascia intravedere importanti conseguenze anche a livello geopolitico. Infatti oltre a minare lo strapotere russo nel settore, cosa cui l’UE punta da sempre, la disponibilità di GNL sta portando a ripensamenti anche sulla costruzione del gasdotto North Stream 2, proveniente, guarda caso, dalla Russia con arrivo in Germania per l’approvvigionamento dell’Europa Centrale.
(www.expoclima.net)

 

·                    “Il Green New Deal diventerà l’elemento distintivo dell’Europa”. Questo l’annuncio della nuova presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen alla presentazione della sua nuova squadra di lavoro.
L’obiettivo dichiarato è diventare il primo continente ad impatto climatico zero già nel 2050. Così da poter cogliere le opportunità di crescita che la transizione energetica assicurerà a chi agirà più rapidamente. A guidare il percorso sarà l’olandese Frans Timmermann, già nome caldo per la presidenza della Commissione stessa, che coordinerà il lavoro delle commissioni Agricoltura, Salute, Trasporti, Energia, Riforme ed Ambiente.
I paletti che la Von der Leyen intende rispettare, oltre alle 0 emissioni nel 2050, comprendono anche un aumento degli obiettivi intermedi al 2030. L’intenzione è quella di alzare il target di energia verde dal 40% al 50%, con la previsione di un ulteriore salto in avanti del 5%.
(www.rinnovabili.it)

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